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Cod: 257472
S - Grande vaso
Epoca: Seconda metà del Settecento

Il successo di Giacomo Boselli (Savona 1744 -1808) è facilmente spiegabile: era un Genius.
La curiosità l’aveva portato a “guardarsi intorno” viaggiando e proprio  la passione per la ceramica francese ne segnerà lo stile futuro. Già Maestro di produzione nella fabbrica del padre nel 1773, alla morte di questo, gli subentra e ne diventa il proprietario.
Fortunato per essere nato e cresciuto in una Savona capitale mondiale della maiolica italiana tra sei e settecento, essendo uno sperimentatore (nel 1788 eletto socio della Società Patria ad una platea entusiasta espose una tecnica innovativa di impasto per la produzione di pentole da fuoco)  introdusse nuove forme e nuovi decori, abbandonando la consolidata decorazione in blu e divenendo l’interprete del variopinto gusto rocaille. 
Grazie alle sue attitudini di imprenditore, inizierà a firmare i suoi manufatti alla francese “ Jacques Boselly ” raggiungendo anche i mercati esteri ottenendo un gran successo: i manufatti della sua bottega, vere opere d’arte da arredamento, erano anche apprezzate e richiestissime dalla nobiltà ligure (Doria, Cambiaso, Durazzo ecc) e le fonti dicono che proprio tra il 1770 e 1780 vengono prodotti “ tra i più bei pezzi della carriera del ceramista ”[Giacomo Boselli, L. Pessa, Sagep, 1994, p. 14].
Questo magnifico ed unico esemplare di “grande” vaso ne è un perfetto esempio. Nato per arredare uno spazio interno, il fondo bianco è decorato a motivi floreali policromi (ispirazione dei decori di Joseph Hannong a Strasburgo)  grazie all’utilizzo della tecnica del terzo fuoco (piccolo fuoco) che permetteva di fissare, cuocendo ad una temperatura più bassa, una variegata gamma di colori.
Il corpo di forma ovoidale è poggiato su di un alto piede,  il collo ha un bordo dal profilo ondulato su cui si innesta il coperchio sormontato da fiori a rilievo.
Sul fondo è presente il marchio NT ad oggi sconosciuto ma riferibile al collaboratore Nicolò Traverso “A causa dell’assoluta mancanza di documenti, non sappiamo di quali collaboratori si servisse in questo periodo né successivamente: a parte le notizie, relative all’ultimo decennio del secolo, di un consolidato rapporto con Nicolò Traverso: …..” [J. B. L’arte del Settecento europeo nelle ceramiche di Giacomo Boselli, L. Pessa, 2008, p. 21].
Il vaso è alto 57 cm  presenta piccole sbeccature che non influenzano le  ottime condizioni di conservazione che ci permettono di comprendere perché i manufatti di Boselli fossero così ricercati ed apprezzati all’epoca, ed ancor oggi, dai collezionisti.